SP41 - JOHNNY MOX - Future is not coming, but you will - LP 12"


“Future is not coming – But you will” è il terzo disco di Johnny Mox: dieci canzoni morbide e notturne dedicate al futuro che non verrà e agli umani del mondo a venire, come da titolo. Una piccola rivoluzione per il musicista trentino: alla tradizionale miscela di looping, beatbox e punk spirituale, con la quale ha saputo farsi apprezzare finora, in questo disco si affiancano chitarre colme di reverberi, bassi corposi e batterie quadrate, a scandire un gospel elettrico ed oscuro, dai vaghi richiami surf, un groove pulsante che Johnny Mox gestisce con un'insolita attitudine da crooner.


SP40 - MARNERO - Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sarà Giunta L'Ora - LP 12"



Chiusa la trilogia del fallimento (composta dai tre dischi "Naufragio Universale", "Il Sopravvissuto" e "La Malora"), i Marnero tornano con il quarto lavoro sulla lunga distanza: "Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sara' Giunta L'Ora" è il loro nuovo disco, 10 tracce di post-hardcore spigoloso e personale che viaggia tra accelerazioni ed aperture, distorsioni ed innesti improvvisi di archi, urla, parti recitate e testi sagaci. Chi già conosce la band sa cosa aspettarsi, ma fino ad un certo punto: anche stavolta i Marnero hanno saputo rinnovare la propria formula, fedeli a sé stessi ma senza mai ripetersi.


SP38 - KINT - Stoned.Immaculate - LP 12"


A breve distanza dell’EP “B-Side”, che ce li aveva introdotti, il trio emiliano dei KINT arriva al proprio debutto su LP e ci regala “Stoned.Immaculate”: un viaggio in nove episodi a cavallo tra il noise rock più sanguigno ed una certa attitudine post punk, con le chitarre ben ancorate nelle proprie radici blues e loop sballati a far da contorno al tutto. Per quanto sia difficile parlare di innovazione oggi, la proposta dei KINT trascende la somma delle parti che la compongono: merito di un songwriting che sa osare e della competenza di musicisti ben navigati, già attivi in passato in band come The Death Of Anna Karina e Redline Season.


SP39 - THE MILD - Coffin tree - LP 12"


Dopo averci stupito un paio di anni fa con l’EP “Left To Starve”, i veneziani The Mild giungono ora al debutto sulla lunga distanza, per riprendere il discorso lasciato in sospeso: “Coffin Tree” è un disco di 10 tracce che si muove con disinvoltura e senza concedere alcun calo di tensione tra grindcore, powerviolence e crust d-beat, il tutto suonato con un’attitudine smaccatamente punk, che enfatizza l’impatto diretto della loro proposta. A farla semplice, si potrebbe parlare di “hardcore metallico”, ma la definizione non riuscirebbe comunque a reggere il confronto con le molteplici influenze che il nostro power-trio veneto riesce a far convergere all’interno di questo disco, che sa strizzare l’occhio anche in direzione noise e, a tratti, non disdegna riff con un retrogusto decisamente 70’s, senza perdere tuttavia in coesione e coerenza. Sicuramente un ascolto vale più di mille parole, e non ascoltare un disco come “Coffin Tree” sarebbe decisamente un errore.


SP37 - GERDA - Black queer - LP 12"


I Gerda sono un caso più unico che raro in Italia: basti dire che suonano assieme da vent’anni, senza mai aver sostenuto alcun cambio di formazione e senza mai essersi concessi prolungati periodi di inattività. Con Black Queer arrivano al pregevole traguardo del quinto album in studio (ma si possono contare anche diversi split all’attivo, con band come Moe, Lleroy o Dead Like Me): la formula resta quella che li contraddistingue dagli albori, basata su un noise sanguigno, declinato con veemenza punk e condito da una certa sfacciataggine tipica dell’hardcore. Tuttavia, Black Queer ci mostra anche dei lati ad oggi inediti del quartetto di Jesi, che a tratti sembra volerci mostrare una prospettiva nuova e più intima di sé, quasi introspettiva, sempre carica di tensione ma, talvolta, ridimensionata nella sua ferocia: la grammatica della band resta quella che abbiamo imparato a conoscere e riconoscere nel corso di questi 20 anni, ma il tono di voce utilizzato in questo disco sa essere autoritario anche quando non sente il bisogno di alzare la voce. Per un gruppo che ha questa storia e questo percorso, citare band di riferimento potrebbe risultare inopportuno ed inappropriato: i Gerda hanno già tracciato da tempo la rotta che segna il proprio viaggio, plasmando un suono che appartiene solo a loro.